THE IRHU EXPERIENCE

by FFiume

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    Includes also the comic "IRHU", designed by Paolo Gallina and written by Antonio Solinas, plus bonus graphics for you to print.
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    Deluxe version of our latest offering "The Irhu Experience".
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1.
2.
Esponente 03:49
-Esponente- pompa il promo impicca il crono provo (ah-ah) old come un nastro al cromo muovo me sul suono doppio metabolismo nuovo funambolismo mono maniaco del vocabolo carambolo e detono da tono a tono policromie idiosincrasie rimuovo ignoti gli idiomi che miglioro dal sottosuolo in acrobazia canoro peripezia di un uomo periferia straccia profezia dalla retrovia avaria contromano al senso buono su frequenze perché di frequente trovo ritmi con il midi che ti tiro fuori da 'sto cono se ti chiedo OH tu fammi il coro ciak per me più che per il moro, moro track al volo più di Rafa al Foro flow dell’Orinoco filo logico idroponico controvento al Tropico esponente fonico serio oppure comico stereo dentro un monitor come con Spral fenomenal per ogni concetto che ricorico cento che mi cosano cosmico costi quel che costi mò capito a proposito poliritmico o composito con il quorum sul tuo forum alto più del Karakorum fuori dal tuo coro suono per l'altrui decoro conio stile nuovo con lo stile vecchio conio come Royal Mehdi giù con Jimmy dentro Bolotov mollalo lasciami il microfono aggiustami il metronomo FF missione solo (Rit.) aggiustami il metronomo se c'è un microfono io libero al microfono sto cannon cable linka bass treble mic turntable fade in record eh-oh è in stereo fx dopo prima -check one two- vedo flat credo meglio sveglio poesia in spia sopra il drumset ergo danzante come Jeff Beck meco avanza un jack? passalo a Fed-O (grazie) (prego)/ sonoro il tappeto che dispiego in db meno tre con un pre dritto in cielo la faccio l'accendo la cedo se ce l'ho (passala!) fiori fuori più che da pischelo Giasone per il vello senza velo intello nello stereo martello ma sincero cosciente più di Zeno in questo mondo resto alieno tu leccami la ... come disse quelo (daveru?!) se l'unto che ti spremo in qualche modo dà rilievo pad per il rap come lampade da genio frego futurismo retro giù con Irhu e un alter ego chiuso con Caruso faccio su uno stile nuevo quello che mi devo e quello che ti devo è zero se per te non è che zero il peso giusto anche se un po’ dopo todo bueno e ben robusto stendo due rime e con due rime t'imbusto con il quorum sul tuo forum alto più del Karakorum fuori dal tuo coro suono per l'altrui decoro conio stile nuovo con lo stile vecchio conio come Jimmy dentro Bolotov Rit.
3.
4.
La Effe 03:53
5.
Nelle case* 03:28
-Nelle Case- le case sono cose che si guardano quando i passanti passano quando gli sguardi cascano sui balconi all'angolo dondolo sul ramo di quell'albero anche solo pensandolo mi domando ma in tanti come fanno se lo domandano? per loro loro sanno io rimango uguale tanto non è detto dobbiamo andare tutti quanti uguale e intanto stiamo andando lascio questo tango ascensionale andare e calmo salgo per le scale è caldo tempesta in testa un temporale stanco la toppa la chiave la vicina porta accanto cibo per il gatto mentre qualcun altro passa sferragliando con il tram sull'asfalto e sta rientrando come la puntina porta spesso a spasso il braccio così la mia vicina ogni mattina dà lo straccio quando esco il bucato è profumato per il giorno che continua e resto tra soffitta e cantina soggiorno cucina io rilascio ogni tossina e la musica che gira la meglio medicina Rit. Nelle case, con le luci sempre accese la casa è un diritto, sospeso o in affitto il pavimento mio per un altro è soffitto sento odore di soffritto dalla tromba delle scale domenicale ogni cosa si sa in certe case ogni cosa una finestra che si apre come vecchie foto sul comò di mia madre nuove stanze nuove da rimemberare mentre senza farlo parlo di altre case altre strade appeso tra le foglie nel mio giallo caseggiato soleggiato gusto 70 rosso sparato messo come non so dirti pull collo a V ed il cielo blu su a coprirci qui basta poco per capirci aprirci ad una città che c’ha i suoi capricci sogni ancora spicci sotto i primi grigi a Parigi le antenne sono Ardenne cittadine su dalle cantine fin oltreconfine traccio linee oltre le cortine di cartine il pieno con il nero e con il ferro nelle mire l'inverno muore sulle gonne delle signorine
6.
Jean Reno 04:55
-Jean Reno- (FF) cappello sulle ventitré bavero dritto fumo fino al filtro fuori è buio fitto un taxi e schizzo appuntamento al Pincio tutto liscio striscio ricomincio sento il botto boom sincronizzo l’orologio il meccanismo al pizzo necrologio domani tiro dritto parlava troppo spesso e adesso starà zitto per l’affitto carte false e un nome greco sotto le mie suole marmo bianco e sopra il cielo nell’androne un telo teso un velo sceso c’è mancato un pelo ancora un po’ e ci rimango steso la portiera si racconta non ha visto fischiano i transistors io sparisco in casa polvere diamanti qualche disco mistero fitto due ff come timbro basta un momento si tenta l’attimo dall’antro della città all’alto di quest’attico tempo c’è check fatto piè di lista tieniti il malloppo il sacco è troppo in vista in testa pesta sempre più di un fatto non ho dormito un cazzo sto come uno straccio all’addiaccio con i lupi più che a gubbio gira voce al gabbio per loro non c’è dubbio (O.P.) Cerchi svago? Non è il caso, io ti porto al top sulla base boss, come Pesci Joe De Niro, Borsalino, flow come Ali, boumaye! matalo! la vuoi più retrò? Thenardier, Victor Hugo prima cosa: Chi mangiare? - mi domando però non lo faccio per fame o per fare il criminale sono serio, il più letale dell'emisfero boreale guanti in pelle, finto sorriso giamaicano lago di Como, sembro un sub-sahariano ma t'aspetto su quel ramo dove hai fatto alcova tette su un divano guardano ormeggiarti il Riva sento solo puf-puf, dopo qualche grida ma il cuore è in frigo a casa mentre il piede in autostrada guida mentalità fredda, polare ai tropici tonno fresco, alta cucina, tutti politici tu dici: Parte la base! io dico il primo giro parte vodka, il secondo una strage pace ad Hannibal Lecter e alla S.P.E.C.T.R.E. licenza di uccidere 007 killer invisibile, fantasma, sicario non hai visto niente e in due secondi un puttanaio ninja sopra il lucernario, calice amaro grosso guaio per il commissario
7.
1994° 01:27
8.
9.
FFSS** 03:28
-FFSS- senti il tanfo del metallo come aleggia quando viaggia già tra le valigie è in carrozza  che svolazza avanza nel vagone a mezzogiorno solleone come dove l'afa fa ore ed ore affonda e smonta un anaconda striscia sui sedili in seconda il treno sguscia sbuffa bofonchia la ganascia gratta lo scambio dà la svolta la gnura col ventaglio la figlia va in bagno gonna che si s'impiglia in ogni sguardo passando anch'io la guardo troppo caldo come non bastasse non pensarci manco sogno Scilla acqua fresca e sensimillia l'estate è una conchiglia scioglie la mia briglia è un telefono che squilla ma nessuno qua è pronto rovescio questo conto verso ciò che mi ricordo e sono cotto non so manco dove siamo e dove andiamo ci stiamo andando piano troppo piano il cammino al finestrino dice grano il campo giallo prevedo già un aratro il sole è il sale della terra lungo il solco germinano cose in testa le raccolgo sporco al taccuino porgo un promemoria ricordati di me di tutta questa storia che ne sai della nostra ferrovia galassia di galanteria al pronti via sulla via come in galleria c’è magia in galleria come sulla via quest’è follia tra i tanti viandanti gitani o gitanti siamo volti passanti a trovare parenti in un viaggio di accenti in più scompartimenti favorisci ai presenti senza tanti complimenti addenti quel panino ma ti penti t’addentri la teglia farcita dalla veglia la sfoglia bella calda il treno che sferraglia come una mitraglia in testa è un parapiglia col primo mezza paglia e sei in famiglia dalla bottiglia vino l’ha fatto mio cugino piglia giusto un bicchierino caffè ce n’è un goccino sorrido fido guardo fuori al finestrino e filo lungolinea sulla schiena alla deriva una lunga luna schiva stila gocce di pensiero in questo cielo pensar di me com’ero nel mio viaggio sul quel treno mi alzo e mi risiedo fumo e mi rivedo tra chi scende e chi arriva chi se ne va in sordina fino in prima il biglietto non concilia chi “si stava meglio prima” chi “facessi’ ‘na rapina” tutti nella stessa stiva nella calura estiva la voglia è clandestina giusta fino al capolinea siamo in galleria e il telefono non piglia signorina…siamo in galleria e il telefono non piglia no…
10.
Mr. Eros 02:18
-Mr. Eros- chi ne ha poi non ne aspetti e che aspetti lo batti ti sbatti lo fotti lo perdi senza fretta lui passa un po’ per tutti lascia segni esatti cicatrici e crucci tu non gli sfuggi tiranno non dà scampo in tanti già lo sanno e ti diranno come stanno distratti distrutti distanti disgiunti flashback ed istanti cristallizzano i congiunti come replicanti con i guanti sopra i quarti quelli che ho già perso penso non ne cedo ad altri quelli che hai già preso pensi poi non ti riguardi quello che ti chiedo è solo farti quattro salti e party non ce n'ho in eterno e non ne spreco lo spremo fino all'estremo in effetto pieno un sec a farne un secolo e sapendolo lo chiedo riempio quello morto con la vita che riprendo al top è non stop è non stop è non stop quando lo riprendo al top non basta mai se stai facendo per quanto puoi darci dentro puoi non starci dentro puoi darlo senza averlo e a distanza poi di quello non riaverlo e tutto questo non è bello e non ha certo senso no cambio come cambia quello al sole con l'ombrello tu porgi l’altra guancia ma non sono tuo fratello lasciagli la mancia se ti sta porta il cappello io raccolgo l'attimo e lo spello se poi tu vuoi saperlo sono fuori già da quello non canto il ritornello saluto lillo e nello una è per marcello due per sto macello senza cavi o chiavi ti scavalco anche il cancello mò ti squillo al campanello come a copanello fresco a mulinello pesco supermellow in senso pieno o lato ho quello di un commiato di un pezzo strampalato e lascio quel che t’ho rubato se m’hai sgamato è palesato il tempo vola
11.
Sciamano 03:22
-Sciamano- il deserto è bauxite carne dalle viscere stecchite come ferro e nichel oltre Psiche dove pirite fa si che le porte siano aperte sulle poche stelle amiche il cielo è in alto intanto guarda e ride piovono pepite dalle cime inaridite la percezione c’è ma non si dice trapassa l'iride scenario al limite il tempo benedice storie cicliche dà forze mitiche il vento porta spore e voci antiche attività intorno al meteorite tra le pire nelle tende la mia gente finalmente vive nuove vite come il sole può sparire e poi ritornare mite su pianure e poi salite sete che ti uccide buio che s’incide le piogge inacidite la carovana che decide il passo sulla steppa lascia la stessa traccia la stessa breccia notte che s'intreccia col mattino la via rimane aperta fino a Rhino da Tucson ad El paso tempo del declino d’Eldorado nel degrado dell’arcano rimane poco come un eco lontano un ricordo vago di un racconto strano ascolto i segni sopra il volto di un ragazzo indiano lo sciamano tocca il lago e lui s’increspa patchamama chiama e canta tutta la foresta e fa ci sono sensi che mi vogliono illudere sono solo un uomo in volo nella moltitudine la mia solitudine mi spinge molto oltre il limite pachamama sa che io posso sentire che… la frase è arma laser psycofaser magma geyser più contatori geyger hellraiser sulle strade cataratte di catrame lontane le auto uno sciame che non smette di ronzare zanzare sullo stagno delle rane pace pluviale lungo il corso fluviale giù nel fitto equatoriale il tragitto è verde rame l'erba si fa nebbia tra le liane fuori dalle tane fame fascia l'animale quando la bruma tocca terra la duma si raduna e fuma con il tam tam della selva sarà l'effetto serra la radura è sgombra il fumo allunga l'ombra prima che la notte fonda la belva s'alza e danza giù nel fitto della giungla la voce di Minerva rimbomba sulla tundra patchamama urla la luna può tradurla la volta resta curva e la strada resta lunga
12.
Opposti 03:20
-Opposti- come ghibli sui capelli e tra i tuoi libri dà brividi ibridi vibra di sussurri timidi piaceri e paure per piacere adesso vivimi tu sei solo sola ed io non so cosa non dire dai liberami potrei ordire nuove trame da infittire ardire un altro bacio per finire all’imbrunire la tua gonna a fiori quanto la vorrei aprire e invece taccio giro tabacco t’abbraccio tra le cime è dicembre e pare maggio trito le mie rime morbida una camel due cartine le reazioni son già prive di quel dolce non so che che so come fare sparire come il rossetto dal cassetto non te l’ho detto le tre e mezzo e il letto è freddo indegno di me e te come comete spinti verso nuove mete è il cielo che divide ciò che lancia in alte sfere sfascia la mia quiete il tuo sapere ho sete di te in queste sere e lei ci prova sì ma non compete io e te siamo anime incomplete conviene perdersi di vista e lasciarsi bene perché questo è un imprevisto anche se sa di miele potrei telefonarti come dicono alla tele angeli e catene e poi lo sai cosa succede la sincerità che ci precede non ci vede e si eccede non facciamo fede senza rete è una via a senso unico meglio non prender piede aperto il vento a queste vele non sappiamo più che ci compete qua non si compete tra me e te non ci si vede e ancora una volta anche questa volta mi sta bene era destino d’incontrarsi darci stralci di bilanci falsi calci al cuore amarci e poi chiamarci tu sai come vederci di nascosto in parallelo verso il sole andando altrove una 127 due persone l’orizzonte non ci vuole quest’è la mia versione stanza 5-0-9 sveglia poi la colazione tu sei l’eccezione io non faccio collezione il condizionale è la condizione la sincope mi prende le parole macina le sillabe per farne storie nuove stanotte è la mia notte e la tua dote e tu sei la mia cosa e tu sei cosa mia
13.

credits

released May 3, 2017

Conceived and directed by FFiume and Irhu
Written by FFiume for strettoblaster
Produced by Irhu for Irhu Music, except

(*) produced by Folto Caruso for Caruso Ensemble Music
(°) produced by Nico P for Nico P & Roman Jay Music
(**) produced by DJ Herrera for Medicine Music

Featuring J.J. D'Onofrio, Vasley Lomachenko, Folto Caruso, GSQ, O.P. from Bananaspliff, Sol Brother, DJ Herrera, DJ Spass.

A&R by Commie Jordan for strettoblaster
Mixed by DJ Herrera at Medicine Studio
Mastered by Michael Deva at Anticamera delle Arti
Creative Direction & Cover Art by Mike Genghi & Vit Gagliardi

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Digging into subcultures.

Est. 1993.

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